By 19 Marzo 2014 0 Comments

Perché mio figlio non gioca con gli altri bambini?

[Ilaria Sarmiento ci aiuta a chiarire dubbi di natura psicologica rispondendo alle vostre domande. Scrivete la vostra domanda a cristina@mammeafirenze.it e il prossimo articolo potrebbe rispondere al vostro problema!]

Come mai Matteo ai giardinetti non gioca con gli altri?

Il momento della separazione dalla mamma è una fase cruciale dello sviluppo dell’autonomia del bambino, dalla prima fase di completa dipendenza, in bambino mostra sempre più di interessarsi ad altro e la madre diventa sempre meno fondamentale, non è più il suo unico mondo.

Questa fase dovrebbe essere auspicata e il bambino deve essere aiutato nel suo percorso di autonomia e indipendenza.

Una mamma mi chiede come mai Matteo, il suo bambino di due anni, quando lo porta ai giardinetti non mostra interesse verso gli altri bambini, prediligendo la sua compagnia o giochi solitari.

Prendiamo spunto da questa richiesta, per parlare in generale del ruolo dei genitori nell’acquisizione delle abilità di socializzazione dei bambini.

Al di là delle caratteristiche personali di ogni bambino, è fondamentale il ruolo dei genitori. Intorno ai due anni, il bambino si separa dalla mamma, diventa più autonomo, comincia ad avere le prime relazioni di amicizia, sottoforma di vicinanza e condivisione. Inizialmente, si interessa agli altri per imitarli, poi comincia a condividere i giochi e, infine, si avvia il vero e proprio gioco con gli altri.

E’ fondamentale la fiducia che abbiamo in lui, nelle sue capacità di vivere momenti di interazione con gli altri, anche lontano dal nostro sguardo.
Spesso, bambini che sono stati allattati a lungo, hanno maggiori difficoltà a separarsi dalla madre, perché viene protratta una situazione di dipendenza e gratificazione regressiva.
Se a casa giochiamo sempre con lui, è inevitabile che cerchi la nostra presenza anche quando si trova con gli altri bambini, il bambino deve acquisire l’autonomia nel gioco ed aver fiducia nella presenza della mamma in caso di bisogno.

La capacità del bambino di giocare con gli altri ai giardinetti o in ludoteca, inizia dal nostro modo di porci in questi ambienti. Spesso, si vedono mamme che sono loro stesse che non si separano dal bambino, lo seguono passo passo e, a volte, la vicinanza si trasforma in intrusione.

Per permettere al bambino di separarsi da noi, dobbiamo essere prima di tutto noi ad essere pronte a non sentirci più fondamentali per lui, superare lo stato di fusione. L’amore verso il bambino si dimostra non solo andando incontro ai suoi bisogni di dipendenza, ma anche offrendogli l’opportunità di muoversi dalla dipendenza all’autonomia (Winnicott,1971). Possiamo inizialmente invitarlo a guardare quanti bambini ci sono, esprimere interesse su quello che stanno facendo, incoraggiarlo se mostra interesse verso i giochi e le attività che stanno facendo altri bambini.
Non dobbiamo forzarlo, ma incoraggiarlo. Se un altro bambino è interessato ad un suo gioco, possiamo invitarlo a mostrarglielo, fargli vedere come ci gioca, ma non dobbiamo forzarlo a condividere, se non vuole.

Tenendo sempre presente che i bambini apprendono soprattutto dall’esempio, possiamo anche cominciare noi stesse a mostrarci interessate alle attività degli altri bambini, gratificandolo se mostra interesse lui stesso.
Se siamo apprensive, lui stesso non si sentirà sicuro. Inoltre, ricordiamoci che capire le “regole del gioco” infonde sicurezza, quindi, sia attraverso l’esempio che le parole, aiutiamolo a comprendere le regole della condivisione degli spazi e dei giochi.

About the Author:

Ilaria Sarmiento è psicologa, dottore di ricerca in psicologia clinica e candidata della Società Psicoanalitica Italiana. Nella sua lunga formazione psicoanalitica, si è convinta dell'efficacia del metodo, a lungo considerato di élite, e si impegna perchè la psicoanalisi diventi accessibile a fasce sempre più larghe della popolazione. Sito web:www.ilariasarmiento.it.

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