Posted by mammacri | Posted on 21-09-2011
Category : Ricette
Tags: firenze, Ricette

Settembre è sì tempo di rificolona, di ritorno a scuola ma anche di schiacciata con l’ uva! E infatti girando per i forni e le pasticcerie di Firenze non si può fare a meno di vedere queste belle torte e schiacciate d’uva (sia chiaro che son due cose ben distinte…).
La ricetta della schiacciata con l’ uva è tutt’ altro che complessa, per questo ogni anno non riesco a capacitarmi dei prezzi che vedo in giro. Nella panetteria sotto casa, i cui prezzi sono tutt’ altro che popolari, viene proposta a “soli” 25 euro al kg. Un’ esagerazione a dir poco.
Lo scorso fine settimana, inorridita dai prezzi visti, mi sono pertanto cimentata anche io nella mia ricetta rapida di schiacciata con l’ uva. Per quanto piuttosto semplice, la ricetta originaria di questo dolce fiorentino, richiede inevitabilmente un po’ di tempo. Presa da diverse altre cosette, ho ripiegato su una versione “lampo” della ricetta tradizionale, che vado a condividere:
impasto pronto per pane/pizza (si trova al supermercato o dal fornaio), ca 500 g
1,2 kg abbondante di uva da schiacciata (canaiolo), preferibilmente senza semi – a me piace che la schiacciata sia ben ricca di uva e dei semi invece faccio volentieri a meno 
olio EVO
zucchero semolato
anice (a chi piace, da cospargere con parsimonia sull’ ultimo strato)
Dividere l’ impasto a metà e stendere la prima sfoglia più sottile possibile. Adagiare la sfoglia su una bella teglia rivestita da carta da forno, su cui avrete dato un bel giro di olio.
Stesa la prima sfoglia, andate a versarvi sopra la metà circa dei chicchi d’uva (lavati, vero?!) che avete a vostra disposizione. Aggiungete una bella manciata di zucchero semolato ed un altro bel giro di olio.
Stendete la seconda sfoglia ed andate a coprire la precedente (possibilmente sigillando i bordi). Aggiungete quindi i chicchi d’ uva rimasti, zucchero semolato e olio, stavolta generosamente, per non far seccare troppo la schiacciata durante la cottura.
Infornate a 180° per circa un’ ora.
Non me ne vogliano i tradizionalisti, che vorrebbero giustamente un impasto di pane fatto in casa, però anche così viene propria buona
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