La pasticceria è una delle mie piccole passioni. Mi riferisco all’ arte pasticcera vera e propria, anche se me la cavo bene anche come degustatrice. ![]()
Qualche sera fa ho partecipato ad simpatica “lezione di cioccolato” in una scuola di cucina di Firenze, la Pentola delle Meraviglie. Per una volta non scrivo quindi di un “laboratorio creativo” per i bambini, ma di uno per le mamme o, meglio, per tutti gli adulti che amano pasticciare in cucina.
La lezione di cioccolato è durata circa 3 ore, durante le quali si è parlato di temperaggio del cioccolato, cioccolatini ripieni e tartufi. Una serata decisamente ad alto tasso calorico
.
E’ stata anche la mia prima “serata libera” da quando sono diventata mamma. Dopo più di un anno e mezzo penso che ci potesse anche stare, anche se più volte ho sbirciato orologio e cellulare pensando a che cosa stesse facendo babybirba e se tutto andasse bene (ovviamente sì, visto che era rimasta con babbuzzo).
Per quanto io abbia avuto la conferma di non essere una mamma “moderna”, la breve immersione nel mondo della pasticceria “professionale” mi ha conquistata.
La prima cosa che ho imparato sulla lavorazione del cioccolato è che se non ha a disposizione un piano di marmo o, in alternativa, di acciaio, puoi anche dire addio alla preparazione dei cioccolatini, almeno secondo il sistema classico. Il cioccolato infatti, una volta sciolto alla giusta temperatura (che cambia secondo il tipo di cioccolato), per essere utilizzato per fare praline e coperture, va prima lavorato con la spatola su un piano di marmo/acciaio.
Una volta temperato, il cioccolato può essere versato negli appositi stampi per cioccolatini in policarbonato per formare i cosiddetti “gusci”.
Per il ripieno del cioccolatino ci si può affidare a ricette classiche oppure usare un po’ di fantasia, per creare dei veri “piccoli momenti di piacere” (cit., dal film “Lezioni di Cioccolato”
). Una volta inserito il ripieno nel guscio ben freddato, si passa alla chiusura del cioccolatino.
Al termine della serata ho concluso che fare i cioccolatini non è esattamente una passeggiata, ci vuole una buona dose di manualità nella fase del temperaggio e nell’ assemblaggio del cioccolatino nello stampo. Sicuramente tenterò un po’ di esperimenti anche a casa, ma dovrò aspettare di avere almeno almeno un pomeriggio libero. Vietato essere di corsa.
Per quanto si sia trattato di una sola lezione, mi sono trovata molto bene. Pertanto a chi fosse interessato a partecipare ad una lezione di cioccolato o di cucina a Firenze, consiglierei senz’ altro di rivolgersi a La Pentola delle Meraviglie. Organizzano corsi di diverso tipo, dalla cucina di base alla pasticceria, dalla preparazione di pane e focacce a lezioni a tema, come questa dedicata al cioccolato. L’ ambiente è molto raccolto e la serata, oltre che istruttiva, è stata anche piacevole.
La scuola di cucina si trova in via Aretina 118R, sito web: www.lapentoladellemeraviglie.it
Ganache fondente al thè
Questa è la ricetta della Ganache al thè che ci hanno suggerito alla scuola di cucina. Assolutamente da provare!
Ingredienti: 200 gr di panna, 200 gr di cioccolato fondente, 3 cucchiaini di foglie di thè earl grey
Procedimento: portare la panna ad ebollizione ed unirvi le foglioline di thè, lasciando in infusione 10 minuti. Filtrare la panna per eliminare tutte le foglie. Riportare ad ebollizione e togliere dal fuoco. Versarvi sopra il cioccolato tritato molto finemente ed amalgamare fino al completo scioglimento del cioccolato. Far freddare la ganache in frigo per 12 ore prima di usarla come ripieno per dei cioccolatini, per fare dei piccoli tartufi o barrette ricoperte di cioccolato fondente.



