I quotidiani locali nelle ultime settimane hanno riportato alcune notizie interessanti per tutte le mamme in attesa di Firenze e dintorni.
Le novità riguardano in particolare i reparti maternità di due dei principali ospedali dell’ area fiorentina, Torregalli (Ospedale S.Giovanni di Dio, a Scandicci) e Careggi.
Alla fine di dicembre all’ Ospedale Torregalli è stato introdotto il rooming-in: le neomamme ed i loro bambini rimarranno quindi insieme nella stessa stanza fin dalle prime ore dopo il parto.
Torregalli ha perciò chiuso il suo nido, dove i piccoli rimanevano per alcune ore nel giorno e la notte, allineandosi in definitiva con Careggi e Ponte a Niccheri, dove il rooming-in era invece già praticato da tempo.

Il rooming-in ha come scopo principale quello di favorire il rapporto mamma-bambino fin dai primi momenti dopo il parto e, pare, anche l’ allattamento.
Per quanto questa pratica sia adottata ormai in molti ospedali italiani (ma non solo) da alcuni anni, non tutte le mamme sembrano apprezzare il rooming-in. Le perplessità maggiori riguardano la capacità della neo-mammma di prendersi cura del proprio bambino nel caso di travaglio e/o parto difficili oppure nel caso di parto cesareo.
Ad ogni modo adesso nell’ area fiorentina questa è diventata la linea comune seguita negli ospedali. Con buona pace delle future mamme.
Un’ altra novità interessante per le mamme in attesa riguarda il reparto Maternità dell’ Ospedale di Careggi, a Firenze. Pare infatti che a Marzo aprirà la nuova Maternità, con stanze a due letti e con bagno, collegata con la Margherita (dove viene praticato il parto naturale) tramite un corridoio sospeso.
Una notizia riguarda invece tutte le future mamme in Toscana: la regione ha stanziato 700mila euro per il settore “maternità”. Questa cifra servirà infatti a finanziare diversi progetti, tra cui formazione del personale, campagne di informazione, assistenza alle partorienti. Verranno inoltre distribuiti negli ospedali della regione dei kit con opuscoli, libri, cd musicale e tutina che saranno consegnati alle neo-mamme prima delle dimissioni.
Se a questo kit aggiungessero magari anche un set di pannolini lavabili o comunque un incentivo al loro utilizzo (cosa che peraltro so già accade in alcuni comuni toscani, come il vicino Comune di Pontassieve nell’ ambito del progetto chiamato “Cicogna Verde”), sarebbe perfetto.

