By 8 Aprile 2013 0 Comments

Il dolore del parto (Parte I)

Questo articolo è stato scritto dalla psicologa e counselor Lisa Turrini*.

La percezione del dolore è una delle caratteristiche che accomuna il parto di una donna a quello di una femmina di qualsiasi altro mammifero; questo perché il dolore ha una specifica funzione: attirare in maniera imperativa l’attenzione della futura mamma sul fatto che i suoi cuccioli stanno per nascere e che quindi lei deve dedicare tutte le sue energie alla ricerca di una tana e di una situazione sicura ed idonea. Il dolore è quindi, anche per noi, un segnale che qualcosa sta cambiando, un segnale che indica l’esigenza di ritirarci e di prepararci a dare al mondo il nostro bambino e a accudirlo con tutte le attenzioni di cui necessita.

Inoltre sicuramente il parto è un evento con una grandissima valenza simbolica: è un momento di passaggio, dalla gravidanza al puerperio, dalla vita come la si conosceva ad un’altra, dall’essere una coppia all’essere una famiglia; passaggio anche da tutto quello che si era immaginato sull’arrivo del proprio bimbo alla realtà della sua presenza. E’ una separazione dal proprio bambino, dalla pancia e dall’immagine di sé incinta che aveva impiegato 9 mesi a crearsi con un po’ di chiarezza e che ora non c’è più; il dolore fisico del parto serve anche, in questo senso, a sfogare il dolore che invece è a livello psicologico e che si lega ad ogni tipo si separazione (Kitzinger, 1981).

In questi termini risulta essenziale che la partoriente non rifiuti il dolore, ma che anzi si senta libera di poter assecondare il proprio istinto che in realtà la sta solo guidando nella direzione più giusta per poter far nascere il proprio cucciolo. (Turrini, 2012)

Storicamente l’approccio alla preparazione al parto è passato da un modello, quello della psicoprofilassi, che prevedeva il controllo, la negazione del dolore, un ritmo lineare, la limitazione
delle esternazioni emotive e che relegava la donna ad un ruolo passivo, ad un approccio, quello del parto attivo, in cui c’è un’accettazione del dolore, che può essere espresso liberamente, un abbandono che predilige l’istinto, con quindi un ritmo variabile, a seconda dei momenti e delle sensazioni vissute dalla donna che risulta essere assolutamente attiva e protagonista, decidendo lei la posizione, il ritmo e i toni.

Aiutare la donna ad affrontare l’esperienza del dolore è essenziale anche perché ci potrebbero essere delle conseguenze anche nel post-parto, sia a livello del vissuto personale della neo-mamma che a livello della relazione con il bambino: per esempio, subito dopo il parto, potrebbe avvenire che la donna rifiuti il bimbo, identificandolo con la fonte del grande dolore che ha subito. Nel puerperio poi la mamma deve confrontarsi con un cambiamento che, per quanto fosse già stato immaginato, solo ora assume il carattere di realtà, deve adattarsi ai nuovi ritmi, alle nuove responsabilità e preoccupazioni, deve prendersi cura di un esserino che, così fragile e indifeso, dipende da lei in tutto e per tutto, che urla, che non la fa più dormire, che si nutre di lei e che vuole starle quasi sempre addosso (Bortolotti, 2011); in questo contesto non è semplice trovare tempo e energie per elaborare il trauma del dolore provato e a volte può presentarsi un vero e proprio disturbo post-traumatico da stress, che può manifestarsi con flashback, incubi, senso diffuso di paura e solitudine. Inoltre la paura del dolore e il ricordo del parto ancora troppo vivido sono fattori che possono ritardare la ricomparsa del desiderio sessuale nella neo-mamma e, in questi termini, generare delle difficoltà anche all’interno della relazione di coppia (De Oliveira, 2008).

Clicca qui per leggere la seconda parte >>

Autore dell’articolo:

Lisa Turrini è prima di tutto una mamma!
E’ anche psicologa e counselor (dal 2008) e si occupa principalmente di psicologia della salute in particolare riferimento al periodo perinatale (gravidanza, parto e post-parto).
Oltre alla libera professione, in qualità di mamma-psicologa, collabora con l’associazione “Lo spazio delle donne” di Scandicci.
Nel 2012 ha scritto il libro “Quando nasce una mamma” dedicato a tutti i futuri o neo- genitori!

About the Author:

Dal 2010 sto riscoprendo la mia città dal punto di vista dei bambini e delle famiglie e, non ultimo, sto imparando il mestiere di mamma, tra gioie ed impazzimenti. Sono blogger, copywriter e social media manager freelance. Mi nutro di storie, sogni, sorrisi e...una buona dose quotidiana di zuccheri!

Post a Comment

buzzoole code