By 7 Aprile 2014 0 Comments

La scrittura a mano nell’era digitale

scrivere a mano nell'era digitale

Ospitiamo con piacere un interessante guest post di Angiola Falconetti*:

Biglietti d’auguri, lettere, messaggi d’amore, liste della spesa, persino i post-it sembrano ormai cose d’altri tempi. La tecnologia digitale ha pervaso ogni ambito e, con dispositivi di ogni genere che di digitale comportano l’utilizzo di 1 o 2 dita al massimo, ha praticamente sostituito nel quotidiano la necessità di scrivere a mano, che di dita invece ne richiede almeno 5.

Eppure scrivere a mano e digitare su una tastiera o un touch screen non sono in alternativa o almeno non dovrebbero. Non più di quanto dovrebbero essere in alternativa camminare a piedi e andare in automobile; a volte dobbiamo scegliere, ma sarebbe controproducente smettere di camminare, come sarebbe inopportuno smettere di scrivere a mano.

La scrittura è stata una conquista lenta e tardiva nell’evoluzione della nostra specie: quando il genere Homo ha conquistato la postura bipede, svincolando l’arto anteriore dalla necessità di deambulare, ha potuto utilizzare le zampe anteriori, ormai diventate braccia-mani, per afferrare, manipolare, costruire. La mano, così, si è sempre più strutturata e specializzata, diventando un vero e proprio organo con funzioni estremamente articolate e raffinate, che ha consentito ai nostri antenati di fare cose impensabili per altri animali, ampliando a dismisura le proprie potenzialità. Il nesso stretto tra lo sviluppo intellettivo e l’utilizzo della mano è ben noto agli studiosi di biologia umana.

La scrittura è, quindi, una delle abilità più altamente specializzate e complesse, che con l’utilizzo della mano coinvolge molti distretti del SNC e che richiede di saper padroneggiare numerose competenze; un po’ come un giocoliere che si destreggia con i birilli, coordinando i lanci, i passaggi e le riprese, per realizzare un esercizio bello e riuscito.

Le competenze per poter scrivere adeguatamente sono tante: buona gestione dello spazio, corretta percezione e integrazione degli stimoli visivi, spaziali, temporali, conoscenza dello schema corporeo, coordinazione motoria generale e dei movimenti fini, saper segmentare i movimenti, programmare un’attività e finalizzare un movimento in modo efficace ed efficiente. Tutte capacità da allenare in età precocissima attraverso il gioco, il tatto, il movimento, la manipolazione ed esperienze di ogni genere, per raggiungere la maturità neuro-psico-fisica adeguata ad imparare a scrivere in modo piacevole e agevole. Proprio come un esercizio da giocoliere.

E la tecnologia digitale? La tecnologia digitale rimpiazza la finalità di lasciare una traccia o un messaggio, ma non richiede le stesse abilità complesse, che sono sollecitate dalla scrittura a mano. Scrivere richiede il riconoscimento di una forma e la conoscenza del movimento necessario per vergarla, nonché la coordinazione per realizzarlo, che nella digitazione è del tutto ignorato. Nella scrittura a mano c’è l’abilità specializzata della motricità fine, che nella digitazione non è richiesta. Insomma, scrivere sollecita molto di più il nostro cervello e il nostro corpo di quanto faccia una tastiera. Allora perché mai dovremmo rinunciare ad una delle abilità più sofisticate e specializzate che la nostra specie abbia conquistato? Meditiamo, gente, meditiamo, ma soprattutto scriviamo…

*Autore dell’articolo:

Angiola Falconetti Biologa, laureata presso l’Università di Firenze – 1994
Grafologa, diplomata presso A.Ri.Graf. Milano – 2009
Perito Grafico Giudiziario, presso A.Ri.Graf. Milano – 2011
Esperta e Rieducatrice del Gesto Grafico, presso A.E.D. Ass.Europea Disgrafie- Torino – 2010
Sono referente A.E.D. a Firenze e formatrice nei corsi di specializzazione per Rieducatori del gesto grafico.
Contatti: angiola.falconetti@gmail.com cell. 347.60.59.354

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About the Author:

Dal 2010 sto riscoprendo la mia città dal punto di vista dei bambini e delle famiglie e, non ultimo, sto imparando il mestiere di mamma, tra gioie ed impazzimenti. Sono blogger, copywriter e social media manager freelance. Mi nutro di storie, sogni, sorrisi e...una buona dose quotidiana di zuccheri!

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